Nel momento in cui nasce un bambino, nasce anche la sua mamma. Quante volte ho letto questa frase negli ultimi mesi. Eppure non è così scontato. Vero è che la maternità cambia una donna radicalmente e per sempre: fisicamente e mentalmente.

No, non voglio fare la mamma pancina e avercela a morte con la Chiara Ferragni nazionale che ha scodellato un fantastico Leoncino Mio, grazie al quale racimola tonnellate di like. Diciamo che sì, sono invidiosa, solo invidiosa, di come lei, grande imprenditrice digitale, abbia la forza e la voglia, di lasciare il suo gadget ogni due per tre. Io non riesco ad allontanarmi due ore, per andare necessariamente a riprendere sembianze umane dall’estetista, senza sentirmi immediatamente in colpa.

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Il tempo

Certo avere un team composto da baby sitter onnipresente e truccatore personale mi farebbe sicuramente comodo. Soprattutto, in quelle giornate talmente frustranti in cui l’unica cosa che conti sono i secondi sull’orologio, cercando di capire come in casa, da sola con una neonata, il tempo possa passare più velocemente. Eppure, non rinuncerei a perdermi tutti i progressi che Diana fa ogni giorno, al legame unico ed esclusivo che ha creato con me, all’allattamento che ho portato avanti con tante, tantissime difficoltà.

La maternità ha cambiato radicalmente tutti i miei ritmi. Ho imparato a dormire quando non ho sonno, a lavorare di notte fonda ignorando la stanchezza, ad avere un allarme incorporato ogni volta che sento un minimo gridolino. Ho imparato a dormire con una neonata vorace attaccata alla tetta, a fare finta di non sentire il dolore alla schiena e alla voglia impellente di girarmi dall’altro lato.

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La maternità è favolosa. Dare la vita ci rende delle vere e proprie wonder woman ma, non tutto è meraviglioso. Non lo è cambiare i pannolini ad esempio, oppure non potersi sedere per settimane a causa dei punti o ancora sottoporsi a snervanti sedute in compagnia della tira latte!

Ciò che vorrei vs ciò che va fatto

Ho imparato a mettere da parte molti desideri per il benessere di un esserino più importante. Chi dice che una mamma stressata e infelice non è una buona mamma ha ragione. Ma l’alternativa qual è? Chiedere aiuto. E se non c’è nessuno che possa farlo?

Quanto mi piacerebbe poter riprendere a viaggiare o sottopormi alle mie sfiancanti sessioni di shopping…ma prima devo imparare a gestire (ancora meglio) una neonata particolarmente vivace!

Per non parlare del rapporto di coppia. Lo ammetto, forse io non sono brava, ma mi mancano le passeggiate in riva al mare mano nella mano, i tramonti da gustare e i fiumi di parole da raccontare.

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Un nuovo corpo da gestire

Il mio corpo è radicalmente cambiato e non riesco ad accettarlo. “Fai la dieta, vai in palestra”! Ok, sì e chi bada a Diana che ha nove mesi (oggi) è svezzata, ma succhia ancora il mio latte come se ne avesse 3? Non credete al mito delle mamme che tornano in forma appena varcano la porta d’uscita dell’ospedale. Probabilmente, madre natura le ha aiutate anche più del dovuto. Io credevo che una volta partorito, sarei rientrata subito nei miei vecchi pantaloni. Niente di più sbagliato.

Ho avuto dei fianchi enormi per tutta l’estate (o partorito ad aprile) e sono in lotta perenne con la bilancia. Ho acquistato persino il programma TBC post partum di Sonia Tlev ma, arrivata alla quarta/quinta settimana di allenamento (ho iniziato il programma tre volte), succede qualcosa che mi fa smettere. Ecco quindi che l’unico esercizio che mi riesce è Walk at Home con Diana direttamente nella fascia.

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Sì, il mio corpo è stato in grado di mettere al mondo una vita e bla bla bla, ma quanto era bello quel crop top abbinato a quella gonna?

Non solo il corpo! Ma anche i capelli hanno subito un vistoso cambiamento. Se la gravidanza mi aveva regalato una chioma da urlo, l’allattamento, me li ha tolti!

Cosa ho imparato

Ho imparato

  • ad ignorare le tonnellate di consigli non richiesti da parenti vicini e lontani e seguire soltanto il mio istinto.
  • ad essere super flessibile e silenziosa in modo da sgaiattolare via dalla stanza senza far svegliare Diana
  • a fare rete con altre mamme per confrontarmi e chiedere aiuto
  • a dire grazie a chi mi offre il suo aiuto
  • che nulla è impossibile!
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Conclusioni

“Anche le vacche partoriscono” e se la maternità non fosse una cosa sconvolgente e straordinaria al tempo stesso, con il senno di poi ci saremmo estinti tutti. Quello che vorrei è semplicemente riprendere, piano piano, in mano le redini della mia vita. Iniziando dalle cose più futili per poi arrivare a quelle più importanti. E avere del tempo. Il tempo per essere la brava madre che vorrei e la donna che mi manca.

Qui sotto una foto di Diana per ogni mese della sua vita.