Continua il mio reportage dalle sfilate capitoline. Stavolta vi parlo di Sabrina Persechino, la stilista/architetto che ho già avuto modo di apprezzare altre volte ad Altaroma.

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Le trame della collezione proposta dalla stilista ricordano Jaali. Si tratta di una pietra perforata, lavorata solitamente con motivi ornamentali. Una sorta di griglia che consente la visione in una sola direzione, usata nelle società islamiche per preservare l’intimità familiare, permettendo così di poter guardare fuori impedendo a chiunque di osservare all’interno.

L’intaglio della pietra per creare lo Jaali viene interpretato da Sabrina Persechino nella creazione del macramè geometrico che diventa elemento di forza e trasparenza negli abiti bianchi dalle forme lineari e pulite che contraddistinguono lo stile, che ho imparato a conoscere, della designer.

I tessuti preziosi diventano outfit da giorno, cocktail e da grande soirée. La palette di colori prescelta è stata incentrata sul bianco, il nero e il magnifico oro dei capispalla intarsiati geometricamente in filigrana d’oro per simulare una Jaali. Una palette che riporta immancabilmente alla mente i colori del deserto, la sua luce ed il suo calore.

Il taglio netto sulle pelli dal colore olio, crea intarsi e fessure, feritoie di luce e geometrie perfette su prospetti razionalisti di estrema indossabilità.

Ho adorato le tute ma, soprattutto, il bolerino lungo perfetto, a mio avviso, su ogni abito. Senza trascurare le bluse fluide.

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Voi che ne pensate?

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Courtesy of Altaroma

Riproduzione riservata

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