La mia rubrica dedicata al teatro oggi si arricchisce di un nuovo spettacolo: Performance il one woman show di Virginia Raffaele, bella, brava e anche intelligente!

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Il grande pubblico l’ha conosciuta grazie alla sua conduzione del Festival di Sanremo. In realtà, la carriera di Virginia Raffaele è iniziata molto prima nel 2001 con il trio comico Due interi e uno ridotto. Hanno fatto seguito lavori teatrali, fiction radio fino poi a Mai dire Grande FratelloVictor Victoria e  Quelli che il calcio che sono stati la sua consacrazione.

In Performance la Raffaele riesce a calcare il palco tutta da sola per circa due ore interpretando alcune tra le sue maschere più famose. Le pause destinate al cambio vengono intervallate da una serie di video su giganteschi monitor dove appare lei stessa. Una Virginia in grado di cambiarsi rapidissimamente per indossare le vesti ora di un personaggio, ora di un altro, senza intaccare il ritmo dello spettacolo.

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Marina Abramovic, la criminologa Bruzzone, Francesca Pascale, Belén,  Paula Gilberto Do Mar (la poetessa transessuale nonché personaggio inventato), Carla Fracci e la giovane cantante esordiente Giorgia Maura si avvicendano sul palco alternando momenti puramente comici ad altri più riflessivi. Ad esempio, quando ironizza sulle accuse ricevute di non essere nessuno se non indossando i panni di un’altra; sulla superficialità di una bellezza che sfiorisce e sulla transessualità.

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Il personaggio che mi ha fatto più ridere è stato sicuramente quello di Carla Fracci. Uno spettacolo che, ad uno sguardo superficiale, potrebbe sembrare soltanto una serie di imitazioni ben fatte. Ma Virginia Raffaele è molto di più. In primis è voce: le doti canore sono ben espletate dalla Vanoni alla Pascale; è corpo: agilità e flessibilità non le mancano (che sia merito delle sue origini circensi?); è intelligenza: perché le sue maschere non fanno altro che fotografare la società contemporanea con tutti i suoi vizi, comportamenti ed ossessioni. Tra queste spiccano la vanità, la scaltrezza, la voglia di affermazione e, forse, la scarsa coscienza di sé. Probabilmente, proprio per questo motivo, la messa in scena può sembrare a tratti un po’ lenta. Magari il pubblico di massa avrebbe preferito uno spazio maggiore ad imitazioni come quella di Belén dove la Raffaele scende in platea con le sue lunghe gambe e movenze provocatorie.

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Una Virginia Raffaele che è i suoi personaggi e i suoi personaggi sono Virginia Raffaele: una, nessuna e centomila, essere o non essere!

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Performance è in tour in lungo e in largo per l’Italia dalla scorsa stagione e in questo fine settimana (14 e 15 gennaio) ha fatto tappa anche al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino dove ho avuto l’onore di complimentarmi di persona con la protagonista. Uno spettacolo che merita.

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