Anche quest’anno ho rinnovato l’appuntamento con il Festival dell’Oriente, la tre giorni dedicata alla scoperta del mondo orientale che mi ha consentito di poter fare un viaggio lungo culture, sapori e tradizioni.

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Il Festival dell’Oriente si tiene ormai da qualche anno alla Mostra D’Oltremare di Napoli ma è una fiera che gira diverse città d’Italia. Il costo del biglietto è di 12 euro. Permette a chi lo visita di poter compiere un viaggio in lungo e in largo nei paesi orientali esplorando culture, cibi e tradizioni. Sebbene sia tutto molto fittizio, in alcuni stand davvero ben organizzati, è possibile cogliere qualche richiamo reale al paese di riferimento. In particolare, la sezione dedicata al Tibet con tanto di realizzazione della Mandala, bandierine appese e cibo tradizionale, è stata una delle mie preferite. Anche perché riecheggiava il mantra Om Gam Ganapataye Namaha dedicato a Ganesh e inneggiato per rimuovere gli ostacoli e attirare la pace. Accompagnati da questa nenia abbiamo gustato un tipico pasto tibetano caratterizzato da verdure fritte miste, riso e manzo.

Continuando la visita, il Marocco con le sue ceramiche, i tajin e i narghilé era dietro l’angolo. Un artigianato molto particolare era anche quello Vietnamita caratterizzato principalmente da ninnoli in corno di bufalo. Passando alla sezione giapponese vi confesso che avrei comprato e indossato uno dei bellissimi kimono con le maniche a farfalla lungo fino ai piedi ma sono stata trattenuta! L’unico sfizio concesso è stato un bindi, la decorazione per la fronte utilizzata in alcune regioni dell’Asia che viene posizionata tra le sopracciglia. Questo punto, viene considerato il sesto chakra dove fuoriuscirebbe l’energia. Il bindi servirebbe proprio a trattenerla.

Tanti gli spettacoli e le esibizioni dedicati alle arti orientali. Nella sezione dedicata proprio al festival delle arti marziali molte scuole del napoletano portavano in scena i loro punti di forza.

Nel padiglione dedicato al benessere, invece, ci si poteva sottoporre ad un massaggio in amaca, uno thai e accendere un lumino a Krishna.

Alle 18.00 ha avuto il suo via l’Holi Festival, un evento che in India si tiene in primavera e prevede lo sporcarsi con tanti colori per simboleggiare rinascita sotto altra forma di chi ne fa parte. Putroppo, il senso dell’Holi Festival napoletano come quelli che vengono organizzati in giro per l’Italia è stato travisato trasformandosi in un pretesto per divertirsi e ballare al ritmo della musica da discoteca. Nota estremamente dolente le persone che, pur essendo molto lontane le 18.00, erano già ricoperte dalla testa ai piedi di polvere colorata. Inutile dire che passando tra la folla di persone in fila agli stand oppure nei padiglioni, sporcarsi era inevitabile.

Effettivamente, le esperienze da vivere con il solo costo del biglietto (fatta eccezione per gli spettacoli e per l’holi) erano ben poche. I prezzi, inoltre, erano piuttosto caricati come in tutte le fiere.

Vi lascio ad una carrellata di foto e il link al blog di Grazia dove potrete leggere l’esperienza da un altro punto di vista.

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Il giardino Zen
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Flowers from Thailand
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Spettacoli
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Bindi
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Tibet

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