La mia estate, quest’anno, è stata alla scoperta del Belpaese, complice la scarsa voglia di organizzazione e di fare alcunché sono rimasta, invece, stupita dalla bellezza di luoghi e città. Eccovi quindi descritta la mia esperienza di 4 giorni a Torino.

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Come raggiungere la città

Anche se sarebbe stato più comodo raggiungere il Piemonte con un volo diretto dall’aeroporto di Capodichino, ho deciso di “farmi del male” utilizzando Trenitalia che, da Napoli Centrale a Torino Porta Nuova, in circa sei ore. Per fortuna, il servizio è stato in orario e, grazie alla Carta Freccia, ho risparmiato anche qualche soldo sulla tariffa a prezzo pieno!

Dove dormire 

Io ho scelto un hotel che fosse comodo per girare in centro a piedi ma anche per raggiungere la Stazione di Torino Porta Nuova (dove sono arrivata e da cui sarei ripartita). Perciò la scelta è ricaduta sull’Ibis Styles Torino Porta Nuova che, in quei giorni proponeva un’offerta vantaggiosa. L’hotel, nell’edificio del vecchio Astoria, è stato recentemente rinnovato. Possiede camere comode e una colazione servita in un cortile molto carino. Altro piccolo plus: ci si può servire acqua, caffé e te da soli quando se ne ha voglia al bar vicino la reception.

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Il giardino dell’hotel che ha ospitato le nostre colazioni

Giorno 1 

Il primo giorno ovviamente, ho avuto a disposizione soltanto il pomeriggio. Mi sono diretta, perciò, nel centro della città. Semplicemente percorrendo via XX Settembre e girando su via Roma, la strada dei negozi (che, per lo più, chiudono alle 19,30), sono giunta nella maestosa Piazza San Carlo ai cui lati si trovano la Chiesa di San Carlo e di Santa Cristina. Queste ultime aperte “a discrezione del Parroco” stando a quanto dicono i vigili urbani. Continuando sotto i portici di via Roma, siamo giunti a Piazza Castello dove si può ammirare Palazzo Madama, il Palazzo reale, appunto e la chiesa di San Lorenzo. Non contenta, sono andata a “salutare” quello che è il simbolo di Torino ovvero la Mole Antonelliana percorrendo sempre a piedi, via Giuseppe Verdi. Tornando mi sono fermata a gustare l’ottimo aperitivo di Caffé Fiorio con buffet illimitato a soli 7 euro. Le sere d’estate i portici si animano con qualche artista di strada che delizia l’atmosfera con note malinconiche in cambio di monetine. Impossibile non provare il Pinguino di Pepino.

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Piazza Castello, guardando alla Mole
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L’aperitivo dello storico caffé Fiorio

Giorno 2

Dopo una colazione piena di dolcezze in hotel, ho deciso di visitare il Museo Egizio, uno dei principali motivi per cui mi sono recata a Torino. Secondo soltanto al museo de Il Cairo, conserva reperti di straordinaria bellezza e conservati benissimo che sono in grado di proiettare il visitatore immediatamente lungo le rive del Nilo. Le mummie mi hanno colpito molto, come fu già al British Museum. Quelle più stupefacenti, a mio avviso, quelle delle tre sorelle. Dopo una sosta nell’immancabile Museum Shop, ci siamo diretti verso via Giuseppe Garibaldi dove, dopo un giro per negozi, ci siamo fermati a mangiare risotto e roast beef da Casa Gourmet. Nel pomeriggio ci siamo diretti al Duomo, luogo dove è custodita la Sacra Sindone che, però, non è visibile tutto l’anno e poi alla Chiesa di San Lorenzo. Immancabile l’assaggio del bicerin, una bevanda a base di panna e caffé.

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Giorno 3

 Immancabile l’idea di salire sulla Mole Antonelliana. Essendoci recati presto, abbiamo saltato la lunga fila che sarebbe seguita dopo. Il panorama è molto bello anche se, a tratti, si percepiscono cantieri ed edifici non proprio belli. Ma ciò accade dappertutto. La salita nel piccolo ascensore ti permette di entrare nelle viscere della torre e passare per il Museo del Cinema, altra tappa immancabile. Un viaggio dalla nascita dalla paleontologia del cinema (le ombre cinesi) a quello più moderno. Il piano più divertente è quello dove si viene coinvolti in prima persona sulle scene: puoi entrare in un frigorifero gigante o semplicemente distenderti a guardare un film. Le delizie di Polpetteria Norma ci attendevano per pranzo. Nel pomeriggio ci siamo avventurati a piedi verso il Parco del Valentino costeggiando un’infuocato lungo Po’. Nel parco abbiamo incontrato un simpatico scoiattolo. Una meritata sosta gelato ci attendeva da Grom dove sono rimasta incantata dal sorbetto all’albicocca. Il gelato a Torino è un vero e proprio culto.

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Sulla Mole

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Giorno 4 

Con l’autobus ci siamo diretti alla Basilica Ausiliatrice dov’è conservato il corpo di San Giovanni Bosco, sotto i riflettori mediatici per via del bicentenario per la sua nascita. La città, infatti, era stata invasa da giovani festanti venuti da tutto il mondo per rendergli omaggio. Tornando a piedi abbiamo potuto soffermarci a qualche bancarella del mercato a Porta Palazzo e tornare su via Roma e via Lagrange per un giro di shopping a tema souvenir.

Torino mi ha stupita per il suo ordine e la sua regalità. Nonostante il caldo, me la sono potuta godere senza fretta e lunghe code, anche perché molti torinesi e non erano fuori città (seconda settimana di agosto). Una città che sembra trasudare cultura e che, a tratti, può addirittura intimorire. Sì, soprattutto per quanto riguarda l’umanità. Per la mia cadenza tipica del sud mi sono sentita spesso discriminata. Ad ogni modo, la città ti ripaga con la sua bellezza.

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