Lo scorso lunedì 13 luglio ho assistito alla giornata conclusiva di Who is on next 2015 il progetto di fashion scouting dedicato ai giovani talenti della moda italiana pensato e messo in atto da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia. Questo meraviglioso progetto ha lanciato nomi che sono diventati poi importanti nel mondo della moda. Uno su tutti: Stella Jean.

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I cinque finalisti hanno fatto sfilare le loro creazioni. Anche questa volta, a vincere il mio preferito Lee Wood con il suo marchio L72 che ha portato in passerella una palette cromatica che, come caposaldo aveva il bianco ottico intervallato da colori pop e nero. Le linee classiche sono state reinterpretate dalla lavorazione e dalle applicazioni che lo stilista inglese di nascita ha voluto intervallare. Innamoratissima, ovviamente, di accessori e gonne ampie.

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Nell’atto di premiare il giovane designer, che ha scelto di rispettare ed elevare i principi ed i valori della moda, Franca Sozzani ha affermato che la scelta è stata dettata proprio dalla maturità dimostrata dallo stesso. La direttrice ha proferito un’affermazione che ha sollevato un polverone nel mondo dei blogger: “I blog stanno facendo un gran male alla moda, sottolineano solo l’eccesso invece nella moda bisogna vedere anche l’essenza, il progetto, il concept. A volte i giovani vogliono strafare. Bisogna essere quindi clementi nei giudizi che diamo loro [AdnKronos]”. I giorni successivi, ha però, precisato di riferirsi a coloro che “fanno esclusivamente uso dell’eccesso per farsi notare”. Ammetto di aver applaudito le parole della Sozzani perché non ne posso più di vedere pseudo blogger (sì perché il blogger deve essere fondamentalmente, qualcuno che scrive) presi in considerazione soltanto per i loro look eccessivi, per il loro numero di followers ma non per i loro contenuti che sono pressocché inesistenti. Anche se, diciamo, che gli eccessi, talvolta, ce li propone anche lo stesso Vogue. Non dico di essere perfetta (ci mancherebbe), ma nei miei post cerco di metterci delle emozioni, delle sensazioni e delle foto autentiche. Diciamo che a scattarsi due foto nel giardino di casa con il prodotto di turno da smarchettare, beh a far quello sono capaci tutti.

Per lasciare spazio ai designer molto pulita ed in linea con i miei gusti è stata anche la collezione proposta da Giuseppe Di Morabito (Giuseppe Morabito) caratterizzata da colori tenui e tessuti ben elaborati. Lo stilista, proveniente da una piccola cittadina calabrese, ha cercato di unire il suo amore per il passato con la bellezza dando una marcia in più con la modernità.

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Luca Sciascia ha portato in passerella una donna giovane, contemporanea e che non ha paura di osare. Ha fatto coesistere mondi diversi, quasi inconciliabili, grazie al suo personale linguaggio stilistico fatto di ricami, grafiche e pattern stampati che fanno sembrare la sua donna a metà strada tra un manga e un figurino d’altri tempi.

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La donna di Miaoran (Miao Ran), invece, è sofisticata ed elegante, slanciata in pantaloni sartoriali e minimalista nei suoi tagli e volumi over. Il suo senso estetico viene completato dal suo senso della composizione e del disegno oltre che ad un intento di estetica genderless.

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Blazé ha portato in passerella una donna che non segue le tendenze e ama l’eleganza senza tempo. La loro collezione, figlia delle esperienze delle tre donne che stanno dietro al marchio (Corrada Rodriguez D’Acri, Delfina Pinardi e Sole Torlonia), reinterpreta il capospalla facendo sì che possa essere personalizzabile benché di alta gamma. Io ci rivedo un po’ dello stile tipico di Ralph Lauren.

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