Il giorno del mio compleanno ho deciso di  “fuggire” a Roma e di trascorrerlo senza pensare alle mille paranoie che ho in testa. Per questo motivo, una delle cose che ho fatto lo scorso 5 giugno è stato visitare la mostra Louis Vuitton Exhibition Series 2 a Palazzo Ruspoli. La mostra si è conclusa il 7 giugno ma puoi riviverla grazie al mio virtual tour.
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Sicuramente, è raro poter partecipare ad una mostra di moda così futuristica ed interattiva, per di più, gratuitamente. E poi, personalmente parlando, è davvero difficile che possa assistere ad una sfilata di Louis Vuitton. La mostra vuole essere l’interpretazione di una sfilata della maison francese, nello specifico quella della Spring Summer Collection 2015 dal momento della creazione alla passerella vera e propria. Attraverso le varie sale della mostra, si può scorgere il processo creativo che ha portato Nicolas Ghesquière a realizzare la collezione. Un vero e proprio viaggio fatto di luci, suoni e colori in cui immergersi completamente. Uno stilista proiettato certamente al futuro ma con ben salda in mente la storica tradizione del marchio. Un elemento fondamentale su tutti: il baule.

Nella prima sala si viene accolti da maxi logo con la L e la V incrociate all’interno di un cerchio sovrapposti a simboleggiare la propensione della maison verso il futuro. Un logo che venne registrato sin dal 1908 e che divenne firma inconfondibile.

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Nella seconda sala mi accolgono le Talking Faces, un modo originale di rivivere, attraverso volti ed immagini, la preparazione della scenografia della sfilata e cosa l’ha ispirata.

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Poi, nella terza sala, si viene finalmente in contatto con il Magic Trunk, il baule simbolo del viaggio che la casa di moda compie tra attualità e passato (guarda il mio video). Il baule si apre e si chiude conducendoci lungo un viaggio temporale che arriva, attraverso ologrammi, alle icone moderne che hanno rappresentato il marchio.

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Una sfilata “infinita” viene proiettata nella quarta sala. I 48 modelli della collezione permettono a chi guarda di ammirare lo stile in passerella.

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Il backstage della sfilata è stato riprodotto in tutto e per tutto nella quinta sala dove ho potuto non solo ammirare da vicino ma anche avere la sensazione di essere in vera e propria frenesia da show incombente. Gli abiti sulle relle con le foto delle modelle a cui devono essere fatti indossare, le cuffie degli addetti ai lavori e tanto altro.

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La sesta sala è dedicata al savoir faire. Ecco, dunque, un’artigiana a lavoro: è proprio lei, con le sue mani, assemblando i vari pezzi che crea la magia che tutti invidiano al marchio.

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Gli accessori sono i protagonisti della settima sala non solo indossati da un avatar stampato in 3D della modella Marte Mei van Haaster ma anche esposti come il baule appartenuto a Greta Garbo.

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La sala poster è stata foderata dalle immagini della campagna pubblicitaria LV SS 2015 scattata da Annie Leibovits, Juergen Teller e Bruce Weber. In omaggio ho ricevuto il poster della mostra.

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Un altro simpatico omaggio, l’ho ricevuto nella nona sala. Si tratta degli stickers di tredici oggetti divertenti realizzati sui tratti della pop-art e che incarnano la cultura del consumo. Dallo smalto per unghie al telefono con tanto di rotella, da scegliere personalmente dal  wall.

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Io indossavo: Joggers, slip-on, occhiali da sole h&M; t-shirt stradivarius; borsa DRESSLINK

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