A man travels the world over in search of what he needs and return home to find it

(George A. Moore)

Viaggiare è una delle cose che preferisco fare (quando il portafogli lo consente). Quest’anno la mia destinazione è stata la città spagnola di Valencia scelta perché avevamo voglia di tanto caldo, sole, cultura, mare e buon cibo. Il fattore climatico per una metereopatica che quest’anno ha vissuto soltanto pioggia e nuvole era essenziale e Valencia non mi ha deluso con giornate sempre limpide e calde (abbiamo sfiorato i 40 gradi all’ombra). Con il suo never ending sun (tramontava più tardi per questioni di latitudine) la città ci ha accolto sulle sue spiagge chilometriche fino al calare della sera quando andavamo per tapas passeggiando sulla sabbia morbida che coccolava i nostri piedi. Il suo centro storico a misura d’uomo ci ha stupiti mentre il cibo prelibato ci ha stupito. Al museo Oceanografico e al Bioparco abbiamo imparato tanto ma ci è caduta anche qualche lacrima. Siamo finanche ritornati bambini al parco Gulliver. L’ombra dei Jardines de Tùria ci ha fatto dimenticare (anche se per poco tempo) tutti i problemi che ci affliggevano prima di partire e ci hanno dato ombra nelle ore più calde.

Ho prenotato il mio viaggio grazie ad Expedia che dopo tante ricerche, si è rivelato, questa volta, il sito più economico ed affidabile per la combinazione volo+hotel prescelta. Prima di prenotare un viaggio cerco di fare il maggior numero di preventivi possibili, controllare tutti i commenti degli utenti e esplorare la zona servendomi delle mappe. Grazie alla mia “esperienza” nel settore sono sempre di più gli amici che mi chiedono di trovargli la vacanza. Vueling (con qui avevo già volato in passato) è costata meno di Ryanair e sicuramente ci ha fornito un servizio puntuale e gradevole. L’hotel posto a metà strada tra il mare, il centro cittadino e la città della Scienza ci ha permesso di visitare facilmente diversi luoghi a piedi oppure servendoci degli autobus: il 4 per il centro cittadino, il 2 per le spiagge, l’N8 notturno per il centro e il Correnit per andare in discoteca. Per i biglietti ci siamo serviti del carnet da 8 euro per costituito da 10 viaggi ricaricabile. La metropolitana ci è servita soltanto per arrivare dall’aeroporto ad un costo di 4 euro circa). Se avete uno smartphone e avete intenzione di visitare Valencia vi saranno utili le app degli autobus EMT e quella dedicata al turismo VLC.

Quando si visita la città della scienza sembra di trovarsi in un altro pianeta. Il vecchio coesiste perfettamente con le costruzioni futuristiche che invitano l’uomo alla scoperta. E se fa troppo caldo puoi sempre mettere i piedi a mollo in una delle “piscine” blu. Al museo Oceanografico mi sono innamorata dei Beluga che sembravano interagire perfettamente con noi esseri umani. La questione degli animali rinchiusi mi sta molto a cuore e solitamente evito questi posti. Al Bioparco gli occhi del Gorilla così espressivi ed esasperati non ci hanno lasciato indifferenti. Chi siamo noi per decidere le loro sorti?

Gli orari degli spagnoli, come molti di voi sapranno, sono parecchio differenti dai nostri: al mattino si inizia con calma per poi procedere a ritmi lenti fino alle 4 del mattino. I negozi sono aperti dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 21.00 (orari che spesso non valgono per la zona del centro). Si fa colazione tardi, si pranza tardi e si cena ancora più tardi. Ecco perché si rende necessario l’aperitivo con le tapas (piccoli assaggi di diverse bontà) per evitare di arrivare con una fame da lupi al pasto principale. Non affrettatevi e godetevi i tramonti in spiaggia. Vi abituerete in fretta! Inutile dire che le serate in discoteca non iniziano prima dell’1. Mi è piaciuto tanto il club Mya e l’Umbracle terraza per via della sua location nella città della scienza. Se volete andarci contattate i pr di zona. Noi grazie a Pedro siamo entrati gratis in entrambe prima delle 2.

Il centro storico della città evidenzia il carattere cristiano con chiese importanti ed ha una bellezza unica che al tramonto assume un colore rosa per via della luce che si riflette sugli edifici. La statua della Vergine degli abbandonati è di una bellezza indescrivibile e non ho nascosto la mia emozione quando abbiamo assistito alla celebrazione eucaristica ai suoi piedi (siamo Cattolici). Una visita d’obbligo è stata quella al Santo Calice custodito all’interno della Cattedrale principale (costo 5 euro). Si dice che sia stato il calice utilizzato da Gesù Cristo nel corso della sua ultima cena e che quindi per la sua sacralità quando si è al suo cospetto bisogna inginocchiarsi. Sebbene i segni evidenti della crisi ci siano (tantissimi negozi chiusi anche in centro, cantieri aperti, povertà, milioni di case in vendita o in affitto) la città mantiene intatto il suo fascino quasi regale.

valencia-citta-della-scienza

valencia-museo-oceanografico

valencia-beluga

valencia-plaza-de-la-virgen valencia-street-art valencia-centro valencia-centro-storico valencia-bioparc valencia-la-malvarosa valencia-sand-castle

 Riproduzione Riservata

Annunci