Salviamo-gli-oranghi-di-roma

Vorrei raccontarti una storia. Quella di Petronilla, Zoe e Martina, tre femmine di Orango che sono cresciute nel Bioparco (sin da quando si chiamava ancora zoo). Qualche giorno fa ho visitato il Bioparco di Roma per la prima volta, premettendo che non amo molto gli zoo. Amo troppo gli animali per vederli rinchiusi. Non appena siamo arrivati alla loro gabbia, posta vicino la voliera, abbiamo sentito che c’era un’energia speciale in quel luogo. Abbiamo incontrato un signore, visitatore assiduo degli oranghi, sin da quando Martina (ora ventitreenne) era alta un palmo di mano. La piccola lo guardava da oltre il vetro e richiedeva l’attenzione dell’uomo. Ogni qualvolta lui distoglieva lo sguardo da lei o si allontanava dal vetro lei batteva i pugni richiamandolo a se. L’uomo aveva portato con se delle palline rumorose che Martina si divertiva a sentire. Un’altra pallina, invece, produceva riflessi luminosi a contatto con i raggi solari. “Martina ha il temperamento del padre mentre Zoe ha quello di Petronilla, sua madre 40 enne”. La femmina di orango (Pongo pygmaeus) è costretta a vivere in questa gabbia di pochi metri quadri, con le sue figlie ancora giovani, senza la possibilità di vedere la luce diretta del sole e della natura circostante. “Il padre di Zoe e Martina non resse lo stress” raccontava l’uomo “ci ha lasciato la pelle schiantandosi violentemente per la rabbia contro il vetro”.

Salviamo-Petronilla

Se solo avrai la possibilità di vedere queste favolose esemplari di orango ti renderai conto di come ci somigliano nelle espressioni, nelle movenze. Adagiando una mano sul vetro, avremmo voluto abbracciarle tutt’e tre e portarle a casa con noi. Il loro sguardo ci chiedeva aiuto. Terresti un tuo figlio segregato in una gabbia buia, sottoposto alle smorfie e alle grida di visitatori non proprio composti? Il signore che abbiamo incontrato al Bioparco ci ha raccontato che cerca di andare a far visita a Martina e alle altre almeno una volta a settimana. Purtroppo, però, è in là con gli anni e teme di non poter continuare la sua opera. Lo ascoltiamo mentre dice ad una bambina di circa quattro anni di scuotere le palline perché Martina si diverte e si sente in compagnia. Mentre dice a Martina: “Quando io non ci sarò più sarà lei a farti visita”. Non possiamo fare altro che stare un altro po’ di tempo con le tre orango, con gli occhi pieni di lacrime, il cuore straziato e un interrogativo: perché?

Sono oltre sei gli anni che i lavori per la costruzione della gabbia più ampia destinata ad ospitare gli oranghi vengono sospesi e ripresi. I fondi ci sono, eccome, ma ogni volta sembra che escano in mezzo dei problemi nuovi come, ad esempio, la costruzione di un muro di cinta antisismico. Il problema è che gli oranghi non possono essere messi in un recinto al pari di quelli delle scimmie. Essendo troppo intelligenti, si rischierebbe che imparino a smontare il recinto e ad evadere. Sì, evadere, perché la loro è una vera e propria prigionia.

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Tutti dobbiamo far sentire la nostra voce e salvare Petronilla, Martina e Zoe per evitare che muoiano senza vedere mai la luce del sole o senza mai potersi arrampicare ad un albero.

Abbiamo provato a saperne di più sulla pagina Facebook del Bioparco e scopriamo che non siamo i primi a chiedere di salvare Petronilla. Dato che i lavori di ampliamento dipendono dall’Assessorato alle Politiche Ambientali (X Dipartimento) del Comune di Roma, è necessario segnalare la cosa allo stesso assessorato sia via mail:

  • assessorato.ambiente@comune.roma.it oppure
  • Assessorato alle Politiche Ambientali Piazzale di Porta Metronia, 2 – 00183 Roma
  • telefono 06.67109301, fax 06.67109305

Si legge che lo stesso Paolo Giuntarelli, presidente della fondazione Bioparco, ha sollecitato l’ultimazione dei lavori. Anche su internet abbiamo trovato una Petizione da Firmare ma, purtroppo, sembra essersi fermata. Abbiamo provato a firmare comunque e ti suggerisco di farlo anche tu qui.

Leggi ciò che scriveva Fulco Pratesi a proposito.

Salviamo Petronilla, Martina e Zoe!!!

Bioparco of Rome is the capital zoo. I visited it some days ago and I’d like to tell you a story. Petronilla is an Orangutan of 40 years old. She lives in a small cage in the middle of the Bioparco with her two daughters: Martina (23 years old) and Zoe. Threes Orangutan never see direct sunlight and cannot explore nature. Depression is around the corner but Martina still has the power to fight. 

During our visit, we meet an abitual visitors. He talks with Martina, Zoe and Petronilla one time a week. In particular, Martina wants his attention: it hit the glass to claim his attention. “It has got the same attitude of her father who died for the stress of a small cage”. He’s an old man by now. He couldn’t go every week to visit “his” orangutan and he’s afraid of what it could happen. 

Looking Martina, Petronilla and Zoe in their eyes, you’ll see all the pain of the reclusion. Please, help me to save them. Write an email, a letter or telephone to:

  • assessorato.ambiente@comune.roma.it oppure
  • Assessorato alle Politiche Ambientali Piazzale di Porta Metronia, 2 – 00183 Roma
  • telefono 06.67109301, fax 06.67109305

The works for bigger cage are in progress since six years and Martina, Petronilla and Zoe could die without never see the sunlight or to climb up a tree. Please, sign the online petition here

Let’s save Rome Orangutan!!!

Some photos here.

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Aggiornamento 8 maggio 2013 

Il Bioparco di Roma mi ha ufficialmente bannata sulla propria pagina Facebook ufficiale per aver sollevato il problema. Mentre l’Assessorato ha risposto alla mia mail dicendo che darà attenzione al problema sollevato.

Bioparco di Roma officially Banned me on his Facebook Page. Assessorato has just reply to my email writing that will give the right attention to the problem.

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